Molte persone sono a rischio di sviluppare il diabete, ma non lo sanno. Prevenzione e stile di vita sano giocano un ruolo fondamentale, così come la collaborazione attiva con il medico di medicina generale. È fondamentale, infatti, tenere sotto controllo il proprio stato di salute e intervenire prontamente ai primi segnali di allarme.
Per prevenire il diabete mellito sono necessari un monitoraggio attento e costante e un dialogo stretto con il proprio medico, per programmare controlli regolari e ricevere consigli su uno stile di vita sano. Ne parliamo con Federico Bontardelli, medico di medicina generale con una consolidata esperienza nella gestione dei pazienti sul territorio. Attualmente operativo a Cremona, promuove un approccio multidisciplinare per la gestione del paziente cronico e fragile, con particolare attenzione alla continuità assistenziale tra ospedale e territorio.
Il diabete mellito di tipo 2 è una delle malattie più diffuse e spesso viene scoperto in modo casuale, magari durante un controllo di routine. Molte persone convivono con questa patologia senza esserne consapevoli, anche per anni. Questo accade perché il diabete, nelle fasi iniziali, può essere asintomatico oppure può presentare sintomi poco specifici, come stanchezza, aumento della sete o della diuresi. Purtroppo, quando la diagnosi arriva in ritardo, possono già essere presenti complicanze a carico del sistema cardiovascolare, dei reni, degli occhi e dei nervi.
Un altro aspetto da considerare è che i sintomi iniziali del diabete possono essere facilmente confusi con altre condizioni comuni, come lo stress o una semplice stanchezza cronica, ritardando ulteriormente la diagnosi. Ecco perché è così importante sottoporsi a controlli regolari, soprattutto se si hanno fattori di rischio. Spesso, infatti, una diagnosi precoce di diabete permette di intervenire tempestivamente con modifiche dello stile di vita e, se necessario, con terapie mirate, evitando l’evoluzione verso forme più gravi della malattia.
È fondamentale monitorare alcuni parametri chiave del diabete, soprattutto in presenza di fattori di rischio come sovrappeso, sedentarietà, familiarità per diabete, ipertensione o alterazioni del metabolismo lipidico. Gli esami principali da controllare sono la glicemia a digiuno, l’emoglobina glicata (che indica l’andamento della glicemia negli ultimi tre mesi) e, in casi selezionati, la curva da carico orale di glucosio: con un prelievo di sangue, la curva da carico orale di glucosio misura i valori della glicemia a digiuno e due ore dopo l'assunzione di una soluzione glucosata contenente 75 g di glucosio, per via orale. Inoltre, è importante valutare il peso corporeo, la circonferenza addominale e la pressione arteriosa.
La prevenzione gioca un ruolo essenziale: adottare uno stile di vita sano è la strategia vincente per ridurre il rischio di sviluppare il diabete. Questo significa curare l’alimentazione seguendo una dieta equilibrata, ricca di fibre, frutta, verdura e cereali integrali, limitando il consumo di zuccheri semplici e grassi saturi. Inoltre, smettere di fumare e limitare il consumo di alcol contribuiscono a migliorare complessivamente lo stato generale di salute. Anche l’attività fisica è cruciale: bastano 30 minuti di esercizio moderato al giorno, come una camminata veloce, per migliorare il metabolismo glucidico, tenere sotto controllo il peso corporeo e cercare di prevenire l’insorgenza del diabete. Se possibile, è utile integrare anche attività di resistenza, come pesi leggeri o esercizi a corpo libero, per aumentare la massa magra e il consumo di glucosio.
Il medico di medicina generale ha un ruolo centrale nella prevenzione e nella gestione del diabete. Spesso lavoriamo in team non solo con il diabetologo, ma anche con altre figure sanitarie, come dietisti e infermieri, per offrire ai pazienti un approccio multidisciplinare. Questo metodo consente di personalizzare le cure, monitorare costantemente la malattia e prevenire complicanze.
Nell’ambulatorio Medicina Igea dove opero, a Cremona, i miei colleghi e io ci avvaliamo della collaborazione di infermieri di studio che ci aiutano a gestire i pazienti affetti da diabete o a rischio di svilupparlo, valutando periodicamente i valori pressori, il peso, la circonferenza vita, la glicemia e, non meno importante, l’aderenza alla terapia. Inoltre, svolgono un ruolo cruciale anche nell’educazione dei pazienti nell’utilizzo autonomo dei dispositivi di automonitoraggio glicemico e della somministrazione di eventuali terapie iniettive.
In conclusione, il diabete mellito di tipo 2 si può prevenire e gestire con successo, ma è necessario un monitoraggio attento e costante, con un’attenzione verso l’alimentazione e l’attività fisica. Affidarsi al proprio medico di medicina generale per controlli regolari e per ricevere consigli su uno stile di vita sano è la chiave per mantenere la salute e prevenire complicanze a lungo termine. La gestione della malattia richiede un impegno attivo da parte del paziente, ma con il giusto supporto medico e un’adeguata informazione, è possibile convivere con il diabete mantenendo un’ottima qualità della vita.